happy boo.

I really didn't have time to carve any pumpkins this time but I have a picture of a pair Mr. D and I've made during our stay in Denver. Happy Halloween!!!

New Media Pros and Cons

So yesterday I wrote about my decision to plunge my collage into the digital realm again.
A few years back, wow, maybe 5 years at least...I was really heading in this direction. Liberated by Flash and it's capabilities of scripting animation, I was quite excited. I did a bunch of small projects. But,  in my heart, there's an ego thirsty ham that wants recognition....I want to imagine years from now collectors hanging onto my work and fighting over it in auctions. (well a girls gotta dream anyhow). This dream sort of turned to dust when I considered what was going to happen to my digital work years from now. It's already obvious that technology isn't standing still, and that the world is still figuring out how to archive this type of work. Oil is used in the production of computers, and with peak oil looming...I felt I had better focus as much effort as possible on an end product that didn't exploit our planets' resources, a product that was tangible and not ethereal. This meant artwork on the studio table. For years, I pretty much abandoned efforts on animating my work, except for a few small projects.
But
After consideration, as I said yesterday, I started feeling like I've been there, done that. I need to step up my game, take advantage of all the things that I can use to convey emotion, and start branching out.  I want to lead the medium to a new place, rather than hang out where I am comfortable.
I am nervous. We all like to be compensated on our work! I like to sell pieces so that I can afford more art materials, art trips, and art stuff! But How the Heck am I going to Market a Hi-def video? Where's the money in it? For me, it's been about the experience, not so much the money, but we often equate money with success. If I do this movie and it takes me over 300 hours, how will I justify the time spent on something so abstract as a movie?
It's not like I have a distributor or someone ready to pick this video and show it, or a gallery interested in setting up a major installation for art, photography and video (yet!)...although perhaps this would happen should I pursue it.
I feel like a deer frozen in the headlights! What to do, what to do! It's almost depressing to me. Almost. If it wasn't for the sheer excitement that is happening inside as I head into new territory! For now, my muse leads me to new places. I am using the process of collage in my video making and using the processes available on the computer for my collage making. It's going to be interesting to see what can be conjured up. And so exciting...and who knows where it will lead me?
Will this make me money?
i don't know. It doesn't really matter. I have a full time day job and a part time night job for cash.
I am in it for the experience.

I figure who else can do what I can do? I feel like inside I am a leader, not a follower. It's time I acted like one.

additional note:
This change makes my collage blogging even more complex.  I know, it's "my blog" and I can do what I want. But I have spent years keeping this a resource blog about collage. Am I straying too far off topic, if I take you through this new process into the computer and back again? There's still artwork to share, but not as much...since now some of my time and creativity is spent with video and the like...Is this the proper forum for this new direction?? Any comments would be welcome, while I try to decide how to handle this.

Jessica Harris racconta La Leopardessa

.... e la Leopardessa risponde ...




Jessica Harris dice della Leopardessa / La leopardessa dice di Jessica…


La LEOPARDESSA è una fantasia della femminilità. È un’apparizione di colore che esplode da un velo sfumato rosa, verde, e arancione. È glittery - golden e ha il profumo dei fiori. Soprattutto è appariscente, frizzante, e trasmette la sensazione di una risata di bollicine... cangiante.

Jessica, come ogni bambina, adora girare con i tacchi che suonano sul pavimento del suo mondo di favole. È una sognatrice. Distratta a tal punto da far cadere spesso tutti i suoi animaletti di ceramica a terra. Ne raccoglie i frammenti e li decora con foglie d’oro.


Un capo che racconti Jessica prima dell’arrivo a Roma/Un capo che parli della Leopardessa a Roma.

Non si sa se Jessica sia mai arrivata a Roma o se mai arriverà. La sua valigia anni 60 di tela scozzese, rossa e nera, con la manica in pelle, porta segni di terre lontane. Granelli di sabbia, biglietti di metro, monete inutili, cristalli rubati da lampadari dei locali notturni, rullini di pellicola non ancora sviluppata.

LEOPARDESSA si presenta sempre in tuta. La sua catsuit è una divisa che non si leva per nessuno/a. In pizzo di lurex lilla e fucsia, o in nero e argento stretch senza bretelle. Blue scuro con puntini di blue electrico e ruches fosforescente.



Abiti, stoffe che possono aiutarci a immaginare Jessica prima del suo arrivo a Roma.

Cotone bianco con merletti anni 20. Strappati e consumati . Comprati nei negozi vintage di Chicago e indossati per passeggiare sulla spiaggia di lake Michigan scalza, i giorni spensierati di teenager.
Lana grigia, spessa, per gonne piene, con balze, abbinate alle magliette anni 80. Mi ricordano i pomeriggi passati nelle aule e biblioteche di Boston, durante l’università.
Borsette vintage, denim scuri, e stivali, per i primi passi sui I sampietrini Romani.
Cappellini di velluto e cappotti vintage di pelliccia, tutto noir, sotto il gelido cielo Parigino.

Un abito che identifichi con l’avventura della Leopardessa a Roma

Rivisitazioni ironiche dell’abito stesso. Esempio? Gonne da bambola, tirate su fino al petto e portate come vestitino con maxi cinture. Vestiti retrò messi al contrario, con l’etichetta che esce, la scollatura davanti e la lampo tirata giù, per scoprire reggiseno color pastello, di pizzo e tulle.

Un must, un elemento chiave del tuo guardaroba, o del tuo look .

LE CALZE. A rete, nere, opache, parigine di cotone risvolte al ginocchio, di raso rosso che brillano. La calzamaglia tutta intera della mia collezione, con i fiocchi disegnati, ispirati ai fiocchi delle scarpe maschili dei dipinti settecenteschi francesi. Vanno indossati sotto mini gonne, o abbinati con una maglia oversize, o per un momento di puro esibizionismo: da soli!

Un tessuto e un materiale che non possono mancare nel tuo atelier

Le stampe con le fantasie. Fiori giganteschi, magari rosa e celesti su uno sfondo nero. Rilievi di velluto sul cotone bianco, che somigliano a macchie di colore gocciolate dal pennello di un pittore, cerchi dorati in cui si incorniciano tulipani, molto vicino allo stile liberty.

Come ti relazioni alle tendenze? Ti informi riguardo agli ultimi trends, (se si da dove) o ti reputi al di fuori della rete?

La strada, è una delle mie fonti principali d’ispirazione. In tutte le città che visito osservo le differenze nelle scelte del guardaroba a seconda delle esigenze e delle stagioni. Attenta ai cambiamenti cerco di interpretarli e li traduco nel mio lavoro di stilista. Spesso i canali che mi influenzano maggiormente sono arte, musica e cinema.

Un mito senza tempo, un personaggio o uno stylist, che identifichi come un idolo.

Un idolo per me è Vogue Italia. In negozio ho una torre di numeri che colleziono da dieci anni. È diventata un piedistallo per un vecchio altarino, che ho trasformato in specchio. Tra quelle pagine trovo tutti i miei eroi dalle sorelle Sozzani, che spingono giovani talenti e i stilisti up-and-coming, ad Anna Piaggi che propone il lato sperimentale della moda, e fotografi mitici come Tim Walker, con le sue atmosphere surrealiste.
Poi Se devo dire un mito in assoluto: KARL per sempre (Lagerfeld!!!) . E’ la Andy Warhol della moda, con il suo modo semplice e distintivo di introdurre nuove idee, proposte di tendenza e personaggi ‘it’ sulla scena della moda. Le collezioni che crea per Chanel sono avanti, raffinate e sempre giuste. (Sono semplicemente obsessed!)



Una storia vera, un punto di svolta nella tua vita professionale/Una favola preferita.

Le cose più particolari mi capitano sempre quando sono in compagnia delle mie amiche. Sono “personaggi” colorati e molto dolci, capaci di animare intorno al loro un mondo delle meraviglie. Dai rombi rossi delle gonne di gommapiuma di Paulina, che coltiva un progetto musicale di nome WALLENBERG,e mi fa venire i brividi tutte le volte che la ascolto cantare… al velluto giallo acido che ricopre una poltrona anni 50 creata dalla bella Elena Boni ( che ha pensato tutti gli interni della Leopardessa)..alla macchia di rossetto rosa shocking di Jane Birkin, il backstage al concerto di Charlotte Gainsbourg con Verena Paloma Jabs (detto V.I.P. Jabs)…loro sono stati i punti di svolta.
Nella mia carriera ci sono stati dei momenti di pura euforia. Una volta una cliente è impazzita per un vestito, e dopo esserselo provato ha improvvisato una danza della gioia. Altro momento euforico è stato quando ho realizzato che un sogno si era fatto realtà: ho trovato una pezzo della mia collezione tra le pagine di Vogue UK in un servizio spirato al Balletto Russo e fotografato da Tim Walker!

Città che identifichi/leghi al tuo passato-presente-futuro.

Roma per la nostalgia, amicizie, amore. COLORI.
Parigi per stimoli, eccitazione, idee. LUCE.
Berlino per mistero, retro, osservazione. XXX.

Sfilata o evento?Qual è lo scenario migliore per mostrare al pubblico i tuoi abiti?

Tutte due. Trovo che l’immagine sia molto importante nella presentazione di una collezione. Quindi mi concentro più sulle foto del catalogo e i look book. La collezione corrente (PASTICHE AW10) è stato fotografata dall’ occhio poetico di Peppe Tortora a Parigi, con uno styling curato da Marta Sara Crescimanno.
Quando poi l’immagine diventa chiara e concreta, arriva il momento della festa!

Un sogno nel cassetto?

LEOPARDESSA.COM. Un Peep-hole dove posso svelare i segreti della Leopardessa e il suo mondo. Un negozio online per i clienti jet-set, che non possono sempre passare in boutique, e una selezione vintage (dal progetto il guardaroba di ROBESPIERRE). Una proposta di oggetti curiosi e vestiti ricercati, scelti da me e provenienti da luoghi che in pochi conoscono, in Europa e in America.



*PASTICHE AW10 (foto by Peppe Tortora)


immagini sopra:
*Vogue UK: Jessica Harris Lurex&Lace body; photo: TIM WALKER (ottobre 2010)
* Jessica Harris




Annalisa D'Urbano

Whassup over here?

What's been happening???!! You ask.
It's so exciting. I finally figured out the answer to my dilemma!

It's been a difficult year for me as an artist. I have admitted that I came to a crisis point in the spring. I lost my desire to continue to do collage work and turned to watercolor for awhile as a break of routine. Through that experience I remembered why I spent so much time doing collage work. The textures and complexity of collage intrigue me.
The amount of background thinking during this period was staggering. I considered the act of being an artist and how it affects me and what I do. I considered my role as an artist and how I need to add something unique to the global dialogue. I reflected on my procedure, copyrights, and the amount of work that I pour into each piece. During this thought process a few things became clear.
Working the same way as before was now impossible. I have become uncomfortable using images the way I did in the past and the time for change is NOW.
I came to some new conclusions.
1. The way I have been working, my own personal process and result....it's been done. Over and over. And if it wasn't done by someone else, it's been done by ME!  There is no reason to continue on in this particular mode. For now, I have exhausted it. Time to move on to new frontiers. I need to bring my collage work to another level. And if need be, another platform.
2. I have a special skill set. Lucky me! Dad always spoke with disdain about a person that was jack of all trades and master of none. But, that's me. I know how to play and write music. I know how to create art. I know how to input this art to the computer and animate it. I can write. I know how to create products to reproduce any of the above.
To only use one of these skills and only do art seems like I am working at half-mast. In order to bring the full Julie Sadler experience to the global dialogue, I need to pump it up and start using all these skills. In combination. It's my special gift to have these abilities. Combining them is the answer.
3. The only thing I can add to the conversation is simply ME.

I am working really hard on combining art, photography, video, and my writing into some hi-definition video work. The artwork comes from me, as well as the photography, videos, concept, etc.  What a thrill to see your collage go live; to see action happening on a screen where you could see it only in your mind before. I feel rejuvenated. It's exhausting. Exasperating. And so Exciting!!

Cosa non può mancare nel guardaroba di un indie???Il flyer del Freak&C.!!!

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Dietro la montatura nera dei rayban (rincollati con lo scotch), le camicione a quadri sopra le t-shirt bianche (che nascondono segni improbabili della birra della sera prima), tutto oltre la taglia XXL per contrastare l’effetto del jeans XXS, si nasconde l’anima inquieta di un vero FREAK!

Forse per questo la crew di Freak&C ha battezzato così la nuova serata dedicata all’indie rock – alternative – punk?
Siamo curiose di andare a vedere e cogliamo l’occasione per farlo il prossimo giovedì 28 ottobre al Circolo degli illuminati.

Prima della caccia alla ricerca dello style più "indipendente" - *Attenzione: Indie non sta per indiani (anche se le ragazze tendono ad indossare laccetti/treccine sulla testa che ricordano Giglio Tigrato)- facciamo qualche domanda ai ragazzi dietro questo progetto. Ci risponde Simone Brengola.


First of all: perché Freak&C? ("C"è un tentativo fallito di chic?)

Nessun tentativo fallito. Freak&C è un gioco di parole che significa Frequency, un festival al quale partecipiamo ormai da tre anni e che ha cementato la nostra amicizia nelle lunghe notti ubriachi chiusi nelle tende tra pioggia, freddo e fango.

Come è nata l’idea della serata? Dove e perché?

L’idea della serata nasce nel 2004, sull’onda dell’entusiasmo per l’indie appena scoperto, decidiamo di organizzare delle serate per promuovere il genere. I tempi però non erano maturi o non lo eravamo noi. Successivamente l’indie ha preso piede e oggi è molto vicino ad essere una moda, le serate dedicate a questo tipo di musica si sono moltiplicate ma nessuno pensava di puntare forte sul live. Ci abbiamo pensato noi, questa musica nasce per essere suonata con degli strumenti e non con una consolle. Il motto “spread your love like a beer” è gentile concessione di un ragazzo austriaco conosciuto al Frequency che, ubriaco, cantava canzoni sostituendo le parole dei testi con “beer”. Quel giorno dovevano suonare i B.R.M.C…

Che ne pensate della scena Indie Romana?

La scena indie romana, come quella italiana in generale, è in grande fermento. Molti sono gli aspetti positivi tra cui la riscoperta della musica e la voglia di suonare che stanno portando alla ribalta numerose band di qualità, sia ad alto livello che nell’underground. Il pericolo è che da scena alternativa e ‘indipendente di fatto’ si trasformi in movimento ‘indipendente per partito preso’ e per moda. Attenzione a non diventare tutti dei Dickheads Cool!

Nella scaletta della serata è sempre presente un live, qualche anticipazione?

Il live è la nostra peculiarità. Ci siamo resi conto che le serate dedicate a questo genere erano solo dei Djset, per quanto cool, divertenti e ben organizzate. Le band che fanno questa musica erano invece costrette a suonare in pub o associazioni culturali con un sound scadente e con proprietari e direttori artistici incompetenti o fissati con il rock ‘classico’ e poco disponibili all’innovazione. Noi abbiamo unito le due cose. Vogliamo essere, oltre ad una serata divertente, anche un veicolo per promuovere giovani band emergenti di qualità.

Siete/sei più indie pop o indie rock?

Non ci interessa darci un’etichetta. La musica è libera come lo siamo noi, non ci piace essere catalogati.

Disco/track per iniziare la serata.

Apriamo la serata con “Being a Dickhead’s Cool”.

Disco per chiudere e buttare fuori l’ultimo ubriaco.

Chiudiamo la serata con “Being a Dickhead’s Cool”.

Identikit di un maniaco dell’ Indie. (style – segni particolari..)

Potremmo dirti tutto e niente ma presto arriverà il nostro video sulle note di “Being a Dickhead’s Cool” che, a metà tra critica seria ed ironica, risponderà a questa domanda!

Cosa non può mancare nel guardaroba di un indie?

Il flyer del Freak&C.

Se penso all’indie a me viene in mente: indipendente, alternativo, lo-fi (ho studiato!) PRIMAVERA SOUND e un sacco di musica che sento quando vado in bicicletta. A voi?

A noi viene in mente la musica per prima cosa. Non dimentichiamoci che prima di uno stile nel vestirsi l’indie è un genere musicale. Naturalmente la seconda cosa che ci viene in mente è FREAK&C!



Annalisa D'Urbano

Brizzle

The other day I went to Brizzle to visit my good friend and awesome photographer Ian, he also has a blog! If you fancy some good photos you should click here for his blog! (Alright Ian I want 1 quid per click!)

Anyway, I decided to use my old camera (as an excuse to not use digital) so the photos are scarce and missing something.... I dono



cake.

my cake was very pretty. I played a little copycat & brought the picture of the white&blue cake to a very talented cake-lady and she made me one with tulips. I think they match... well almost:)
 I lost source for the 1st cake, 2nd cake source.

Plymouth

Its been a long time since I havent posted anything, I probably should apologize. Anyway, life has been a little boring during the last month so I decided to dig into my photographic file and this is what I got for this post.

I went to visit a friend in plymouth and was surprised by the city, its a nice place with its mayor development during the 30s, thats why there are lots of art deco buildings, but the most important landmark is a beautiful lighthouse. Enough said! Now photos!

You are never too old for Ice Cream!
Johny


Ocean View


Lighthouse

Colours and patterns

Lonely walk

This is IamSexteen n°2

Cath the eye



something you like to bite?



Flower power



Smile



Aggressive chic



POST Muppets

ask MANUELA



"we are six beautiful and smart girls from Barcelona. we love art. we love nice things. now we're scattered all over Barcelona, London, Berlín, New York and Buenos Aires and we sometimes need inspiration. That's why we always ASK MANUELA."

.....

Nenas Matrioska vi invita a cliccare su askmanuela.tumblr.com .

Il blog è gestito da sei ragazze originarie di Barcelona, ma in giro per il mondo, che nella rete condividono informazioni sulle loro passioni: arte,fotografia,musica, cinema, moda e molto di più.

halloween contest.

I am participating in a Halloween contest with my spooky lanterns over at craft. Hold your thumbs for me.
CRAFT Halloween  Contest

spooky time.

I will miss another Halloween. I am still stuck at home in Slovakia and I can cross out another Halloween in the US out of my list that I'll miss. What a pity! I bought a beautiful mask in Venice especially for this occasion and I am desperate to try it out. But at least, I can make some decorations. X-ray lanterns.
used materials: my own personal x-rays, some foam tape, & a candle

flowers.

I am still in a wedding mode & I probably will stay for couple weeks. So, hang in there with me please:) It won't last that long...at least I hope. My flower decoration was simple - mostly creamy and green colors with a hint of old-pink.... tulips were a must. By the way all the flower decorations were made by our company:)
 
 
little pink tea roses, green trick carnations, ivory tulips (my most favorite flower), dahlias - grown by my grandfather specially for me, gladiolas with delphinium, white lycianthus and green proteas, green&white hydrangeas, and couple ferns all in white pots and vases, welcome candle stands from retif

This is IamSexteen n°1

15.10.2010: Rising Love : IamSexteen

Miss Orange



Sailor Smurf



Sweet Elvis



Lion Tamer



Minimal black



Back to the Future (1985)



Should I stay or should I go?



Zebra style







Foto by Maria Martone

coolhunting by Nenas Matrioska: Annalisa & Vanessissima

bloglovin.

Found this on my friends blog & I love it. So much more to search on. Follow. Get inspired. Share..  So, please... Follow my blog with bloglovin

Lucia & Darren II...

The wedding ceremony followed by festivities in Basta Pajstun on September 25, 2010. Soooo much fun! Photos by Jaroslav Repta

L&D Wedding from luciam on Vimeo.

a little video.

A little slideshow from our day... enjoy! Photos by Jaroslav Repta

Lucia & Darren from luciam on Vimeo.

Schoharie Crossing

This one started out twice as large. I just couldn't see enough "meat" for it to be so big! I ended up recropping and cutting away half of it.
The side green building parts are watercolor and black walnut ink. The top piece of green building is colored pencil and black walnut ink. I liked it better than the watercolor....it has better texture and matches my photo prints better.

poladroid.

No, I didn't misspell it. This little fellow, poladroid, creates high resolution Polaroid-like pictures out of digital photos for free in a moment. Little bit different than real Polaroid picture feeling but very simple, very effective, and for me very useful. Here are mine... and don't forget to show me yours:)

 my transformed wedding pics